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    UN DIPINTO

    Dinanzi egli sta, come un vagabondo di fronte alla notte, ad una bianca tela, sporcata lentamente dai suoi colori, perdendosi nelle  sfumature che si creano...sfumature che si intrecciamo in mille gradazioni, partorite da pennellate ora forti e sicure, ora tenui e delicate. I colori e la tela , due amanti perfetti.
    I contorni assumono l'aspetto di sogni, visioni incomprensibili all'immagine che ne sarà la prigioniera...cosa c'è oltre quel bordo dorato, finemente intagliato, che mi tiene chiusa qui?cosa mi costringe ad una eterna schiavitù? i vostri occhi...
    Ed é un'immagine mai ferma ed inquieta, che fugge in continuazione, come fugge il vostro sguardo affaticato da troppo splendore, si cui scivolano gli unguenti della seduzione che quella stessa immagine suggerisce, per arrestare la vostra attenzione in una pausa, un attimo, la condanna della vostra indipendenza, sposare il vostro sguardo, e celebrare così un nuovo "sentire", una nuova pennellata che si aggiunge, ma che non toglie colore, un nuovo dettaglio, diverso, uno spiraglio di libertà, uno squarcio enorme ed invisibile, da cui far fuoriuscire potenti lingue di fuoco che vi bruceranno ed eleveranno con ogni loro movimento dentro di voi il vanto della scoperta. Per poi lasciarvi...soli con voi stessi.
    Ma è solo una immagine quella che dorme sul letto bianco della tela, che la ricopre come un lenzuolo, dove riposa il suo significato recondito che essa stessa non conosce, il pensiero dell'artista, sottile corda che tiene unito il colore, racchiuso nella luce del nero, nell'ombra del bianco.
    Ma essa è l'arte, e l'arte non accetta alcun destino.

    NULLA é PERFETTO!

      

    VEGGIO AL MIO NAVIGAR TURBATI I VENTI

    "...il viaggiatore viaggia solo e non lo fa per tornare contento, lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.."

    Uno dei miei vagheggiamenti ricorrenti riguarda il viaggiare. Conoscere cose. Esplorare. Scoprire. Ma cosa è il viaggio? Il viaggio è un modo irrazionale e provocatorio di  sciogliersi dalle vecchie cose, di affrancarsi dal sentiero ormai conosciuto e battuto da tutti, di seguire scie volubili, senza direzioni prefissate, come delle strade sul mare. E affrontare così l'ignoto. Scoprire l'essenza dell'insondabile  e dell' apparentemente inconsistente perchè lontano attraverso un veloce passaggio è il fine del viaggio stesso. Non intendo il viaggio come transizione per la conquista di qualcosa( si può però parlare di aumento delle nostre conoscenze). Una volta conquistata una cosa puoi solo perderla. D'altronde è ciò che rende inafferrabili le cose a spingerci a ricercarle continuamente. Il significato del viaggio risiede quindi  nel suo percorso, nel raggiungimento di una meta che dovrà apparire necessariamente sfuggevole, mai sicura, , in un continuo avvicinarsi e allontanarsi. Mai fermarsi. Una volta fermi ci si volge indietro e si vedono soltanto le proprie orme. Allora quella che abbiamo percorso sarebbe una strada, un' altra ,che non calpesteremo mai più, che escluderemo da quelle infinitamente percorribili. Questo inappagamento di fondo condurrà proprio alla ricerca forsennata, la "quete", una volontà superiore e incontrollabile. Emblematico in questo senso è il particolare della cappella sistina in cui l'uomo e dio, impossibilitati a toccarsi, tendono continuamente l'uno verso l'altro: cosi vicini eppure lontani. Ci sono molti modi di viaggiare e di partire, di conoscere, e molte sono le mete che (non) si raggiungeranno. Alcuni viaggiano leggendo semplicemente un libro, aprendosi verso nuove idee, altri proiettano la propria mente verso "altri mondi"(magari aiutati da una buona dose di erbapipaAnimoticon), altri ancora girando il mondo...poi non so. Io posso dire che viaggio, sto viaggiando,nel tentativo di conoscere me stesso, per capire la portata del mio spirito. E una volta conosciuta,non ci sarà sosta, nulla di solido a cui afferrarmi o incatenarmi perchè ciò che è fermo destabilizza, annulla. Il mio viaggio sarà eterno. 
    Una zattera in balia di me stesso, senza alcuna stella che mi possa indicare il percorso.. senza alcuna spiaggia all'orizzonte. Solo un grande buio. Solo la vastità del mare. Solo il caso.
    Come il vento che non ha direzione..Così' mi sento...  

    BRUCIO

    Sono una stella del firmamento
    che osserva il mondo, disprezza il mondo
    e si consuma nel proprio ardore.
    Io sono il mare di notte in tempesta
    il mare urlante che accumula nuovi
    peccati e agli antichi rende mercede.
    Sono dal vostro mondo
    esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato,
    io sono il re senza corona.
    Son la passione senza parole
    senza pietre del focolare, senz'arma nella guerra,
    è la mia stessa forza che mi ammala.

    (H. Hesse)

    DAVANTI AD UNA FINESTRA

    Ombre.
    Dialoghi con loro,
    cerchi nelle loro pieghe parole senza peso,
    distrai le loro movenze con la tua mano.
    Sapendo che non puoi afferrarle.
    Nella notte che taglia ogni passo,
    nella notte che affolla ogni silenzio,
    dove ogni inganno rimane sempre lo stesso.

    Luci.
    Latenti laddove rimangono spente le memorie
    di confusioni immortalate in unioni di ferite
    che danzano sfuggenti tra le mie mani.

    Ombra e luce. Un trasparente abbraccio.
    Eppure vuoto.