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UN DIPINTODinanzi egli sta, come un vagabondo di fronte alla notte, ad una bianca tela, sporcata lentamente dai suoi colori, perdendosi nelle sfumature che si creano...sfumature che si intrecciamo in mille gradazioni, partorite da pennellate ora forti e sicure, ora tenui e delicate. I colori e la tela , due amanti perfetti. VEGGIO AL MIO NAVIGAR TURBATI I VENTI"...il viaggiatore viaggia solo e non lo fa per tornare contento, lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.." Uno dei miei vagheggiamenti ricorrenti riguarda il viaggiare. Conoscere cose. Esplorare. Scoprire. Ma cosa è il viaggio? Il viaggio è un modo irrazionale e provocatorio di sciogliersi dalle vecchie cose, di affrancarsi dal sentiero ormai conosciuto e battuto da tutti, di seguire scie volubili, senza direzioni prefissate, come delle strade sul mare. E affrontare così l'ignoto. Scoprire l'essenza dell'insondabile e dell' apparentemente inconsistente perchè lontano attraverso un veloce passaggio è il fine del viaggio stesso. Non intendo il viaggio come transizione per la conquista di qualcosa( si può però parlare di aumento delle nostre conoscenze). Una volta conquistata una cosa puoi solo perderla. D'altronde è ciò che rende inafferrabili le cose a spingerci a ricercarle continuamente. Il significato del viaggio risiede quindi nel suo percorso, nel raggiungimento di una meta che dovrà apparire necessariamente sfuggevole, mai sicura, , in un continuo avvicinarsi e allontanarsi. Mai fermarsi. Una volta fermi ci si volge indietro e si vedono soltanto le proprie orme. Allora quella che abbiamo percorso sarebbe una strada, un' altra ,che non calpesteremo mai più, che escluderemo da quelle infinitamente percorribili. Questo inappagamento di fondo condurrà proprio alla ricerca forsennata, la "quete", una volontà superiore e incontrollabile. Emblematico in questo senso è il particolare della cappella sistina in cui l'uomo e dio, impossibilitati a toccarsi, tendono continuamente l'uno verso l'altro: cosi vicini eppure lontani. Ci sono molti modi di viaggiare e di partire, di conoscere, e molte sono le mete che (non) si raggiungeranno. Alcuni viaggiano leggendo semplicemente un libro, aprendosi verso nuove idee, altri proiettano la propria mente verso "altri mondi"(magari aiutati da una buona dose di erbapipa Una zattera in balia di me stesso, senza alcuna stella che mi possa indicare il percorso.. senza alcuna spiaggia all'orizzonte. Solo un grande buio. Solo la vastità del mare. Solo il caso. Come il vento che non ha direzione..Così' mi sento... BRUCIOSono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma nel proprio ardore. Io sono il mare di notte in tempesta il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede. Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona. Son la passione senza parole senza pietre del focolare, senz'arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala. (H. Hesse) DAVANTI AD UNA FINESTRAOmbre. Dialoghi con loro, cerchi nelle loro pieghe parole senza peso, distrai le loro movenze con la tua mano. Sapendo che non puoi afferrarle. Nella notte che taglia ogni passo, nella notte che affolla ogni silenzio, dove ogni inganno rimane sempre lo stesso. Luci. Latenti laddove rimangono spente le memorie di confusioni immortalate in unioni di ferite che danzano sfuggenti tra le mie mani. Ombra e luce. Un trasparente abbraccio. Eppure vuoto. |
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